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in Acqua&Benessere, Caratteristiche dell'acqua - Scritto da Acqua Santo Stefano

Le vacanze sono ormai finite e al rientro possiamo ritrovarci a fare i conti con qualche cattiva abitudine che ci siamo concessi durante gli spensierati giorni estivi. Come ad esempio il consumo eccessivo di gelati, cibi fritti e bevande zuccherine.

Qualche peccato di gola unito a uno stile di vita poco sano, rappresentano i fattori scatenanti della ritenzione idrica, inestetismo cutaneo che colpisce soprattutto le donne. Seppur vero che accettare e convivere con i nostri difetti è un toccasana per il nostro equilibrio, dall’altra è fondamentale prendere i dovuti accorgimenti per garantire il benessere del nostro organismo. Tra questi, prediligere un’acqua diuretica. Ecco in che modo si può combattere la ritenzione idrica.

Cos’è la ritenzione idrica e come riconoscerla

Presenti gonfiori o edemi sul corpo? Questi rappresentano i principali sintomi che indicano la presenza di un accumulo di liquidi nei tessuti. Potresti inoltre notare l’insorgere di:

  • Riduzione del flusso urinario
  • Stanchezza
  • Arti doloranti
  • Formicolii

Ma cos’è la ritenzione idrica?

Come si può evincere dal nome, si tratta della tendenza dell’organismo di trattenere i liquidi in eccesso, tossine e sali minerali. Liquidi che vanno a depositarsi soprattutto tra addome, cosce e glutei. La circolazione alterata insieme ai liquidi, fa sì che in queste aree circoli anche un’anomala quantità di tossine, la cui azione va ad intaccare il metabolismo cellulare. Risultato? I tessuti perdono di elasticità determinando il noto effetto a buccia di arancia.

I fattori che determinano questa disfunzione sono molteplici (cause ormonali, farmaci, gravidanza, genetica), ma due sono le cause principali a cui vogliamo porre attenzione:

  • Alimentazione
  • Consumo di acqua

Acqua diuretica: perché contrasta la ritenzione idrica

Questo inestetismo cutaneo è generalmente causato dallo squilibrio di due sali minerali, sodio e potassio. Se la quantità di sodio supera il potassio, il corpo tende a trattenere una maggiore quantità di acqua. Un disturbo che influisce non solo sulla circolazione venosa ma anche su quella linfatica.

Bere almeno 1 litro e mezzo di acqua al giorno è il primo passo da compiere per contrastare il disturbo. D’altro canto è importante sapere quale acqua scegliere per combattere la ritenzione idrica.

Quale caratteristiche deve avere? Da ciò che hai letto a inizio paragrafo, puoi intuire che bisogna prediligere un’acqua povera di sodio e con un basso residuo fisso. Acqua Santo Stefano aiuta la digestione, favorisce la diuresi e mantiene l’organismo libero dalle tossine. Con soli 3,01mg di sodio, risulta particolarmente indicate per le diete iposodiche.

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Attenzione al sodio!

I LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) consigliano di non superare 1,5 grammi di sodio al giorno, soprattutto se soffri di ritenzione.

Consuma con moderazione insaccati, cibi grassi, fritti e dolci. Il sodio è inoltre presente nei biscotti industriali. Ecco perché è sempre importante leggere l’etichetta dell’acqua e dei cibi che acquistiamo. Limita infine anche il glutammato, altra sostanza insidiosa particolarmente presente dei dadi da cucina, cibi in scatole e salse.

Riassumendo: bere almeno 1 litro e mezzo di acqua al giorno con poco sodio, unita a una sana alimentazione e a una corretta attività fisica, rappresentano delle ottime abitudini per attivare la microcircolazione e la circolazione profonda e combattere così la nostra temuta cellulite.

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