Arsenico nelle acque minerali in bottiglia: facciamo chiarezza

Le acque minerali imbottigliate contengono arsenico, un semimetallo pericoloso per la salute umana perché potenzialmente cancerogeno: in rete circola questa notizia risalente ai dati di una ricerca del 2010, pubblicata dalla rivista Scienze e realizzata all’interno del progetto Atlante Europeo sotto la guida dell’EuroGeoSurveys Geochemistry Expert Group 

Quali acque contengono più arsenico? 

In rete è presente una lista che mostra i livelli di arsenico presenti nelle più note acque minerali in commercio, è bene specificare che anche l’acqua minerale in bottiglia in commercio con il più elevato contenuto di arsenico, rientra nei limiti fissati dalla legge. 

Ma come stanno realmente le cose? Le acque in bottiglia con la più elevata quantità di arsenico sono veramente dannose per il nostro organismo? Facciamo un po’ di chiarezza. 

Arsenico nell’acqua: in quali quantità per non essere pericoloso? 

Che l’arsenico abbia effetti pericolosi sull’organismo umano è un dato certo. Ma bisogna consumarne in quantità abbondanti. E bere uno o più bicchieri d’acqua anche quelle su cui si è puntato il dito, non è di certo dannoso per noi umani. 

L’aspetto quindi più importante è capire la quantità di arsenico tollerata dal nostro organismo per non subire danni a riguardo. 

10 microgrammi al litro di arsenico è un quantitativo considerato tollerabile anche per i bambini, mentre per gli adulti è fissato a 20 microgrammi a litro. 

Al di sotto di questa soglia, non è previsto alcun tipo di intervento da parte delle autorità sanitaria, così come si legge nella  direttiva europea numero 83 del novembre 1998. 

E l’Acqua Santo Stefano? 

Le tracce di arsenico nella nostra acqua sono inferiori allo 0,0001 mg/l. 

Come scegliere l’acqua migliore da bere? 

Secondo l’Ordine Nazionale dei Biologi si possono considerare ottimali le acque oligominerali con un residuo fisso tra 200 e 300 mg/l, né troppo povere né troppo ricche di sali minerali. Un ridotto o nullo quantitativo di arsenico rientra comunque tra i fattori per la selezione della migliore acqua da bere. 

Acqua Santo Stefano sgorga spontaneamente dalla fonte omonima a 700 metri sul livello del mare, all’interno Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con temperatura costante di 10,6°C alla fonte e un basso residuo fisso: con i suoi soli 245mg/l a 180°C, è un’acqua oligominerale indicata per le diete povere di sodio. Non contiene inoltre, nessuna traccia di arsenico. 

Si tratta insomma di un’acqua oligominerale che può essere consumata a tavola con serenità da tutta la famiglia, bimbi e neonati compresi.  

Leggi anche: Cosa contiene Acqua Santo Stefano? Le sue caratteristiche 

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