7 Falsi miti da sfatare in tema di alimentazione

Mangiare in maniera consapevole è un fenomeno sempre più in aumento nella nostra società, questo grazie al crescente interesse da parte della popolazione. Ma esistono anche altrettante convinzioni o fake news in campo alimentare che purtroppo fanno assumere atteggiamenti alimentari non del tutto corretti. Questo perché nel web è facile far circolare delle informazioni non propriamente corrette che attirano l’attenzione dei lettori, anche perché alcune volte vengo proposte da fonti “attendibili”.

Quindi cerchiamo di scoprire insieme quali sono i 7 falsi in campo alimentare.

1. LA FRUTTA VA MANGIATA LONTANO DAI PASTI

Il primo dei falsi miti sull’alimentazione afferma che la frutta dovrebbe essere consumata lontano dai pasti. Le linee guida per una sana alimentazione raccomandano di mangiare 3 porzioni di frutta al giorno da 150g ognuna, in qualsiasi momento della giornata; un frutto può rappresentare, non solo uno spuntino ideale da inserire tra i pasti principali, ma anche un ottimo fine pasto, fondamentale per migliorare la digestione o comunque che contribuisce a far raggiungere i 30g al giorno di fibre. Sono pochi i casi in cui si sconsiglia l’assunzione dopo i pasti, ma questo va valutato caso per caso.

2.  I CARBOIDRATI VANNO EVITATI DOPO LE 18.00  

I carboidrati sono la migliore fonte di energia che il nostro corpo riesce a sfruttare e sono il principale nutriente di una corretta alimentazione. Dovrebbero ricoprire almeno il 60% del fabbisogno energetico giornaliero. Il loro assorbimento non è condizionato dall’orario in cui vengono assunti, e ancora di più l’apporto calorico non subisce variazioni in base al momento della giornata in cui vengono assunti. Anzi può essere un ottimo nutriente utile a conciliare il sonno. Quello che fa la differenza è il condimento di un primo piatto.

3. IN CASO DI ANEMIA, BISOGNA MANGIARE PIÙ CARNE

Il ferro contenuto negli alimenti non ha la stessa biodisponibilità (facilità con cui riusciamo ad assorbirlo) in tutti gli alimenti in cui è presente: quello contenuto negli alimenti di origine animale è indubbiamente più biodisponibile mentre quello contenuto nei vegetali molto meno.

Il discorso è che molto spesso, a parità di peso, alcuni ortaggi e legumi ne contengono molto di più rispetto alla carne; quindi, tirando le somme questo divario dato dall’assorbimento viene ridotto. Inoltre, non possiamo correggere una carenza di ferro abusando di un alimento, la carne, che rimane pur sempre da moderare e variare nel corso della settimana, come tutti i secondi piatti (pesce, uova, formaggi, legumi).

Ci sono alcuni stratagemmi per favorire l’assorbimento del ferro, tra cui abbinare ad un pasto la vitamina C (contenuta in alimenti freschi quali agrumi, uva, kiwi, pomodori, cavoli, peperoni, broccoli, lattuga, rucola, spinaci ecc.), che non significa solo spremere un limone sul cibo, ma semplicemente abbinare un frutto alla fine del pasto. Anche i legumi sono ricchi di ferro, così come alcuni cereali meno utilizzati: quinoa, amaranto, avena. Per carenze più marcate, specialmente nelle donne, talvolta sarà necessaria un’integrazione (previo consulto di uno specialista).

4. I CIBI SENZA GLUTINE SONO PIÙ SALUTARI

Lo sono per chi ha un’intolleranza o sensibilità al glutine. Per il resto della popolazione no, anzi mangiare alimenti che non contengono glutine in maniera naturale (quindi si escludono i cereali naturalmente privi come il riso, la quinoa, l’amaranto…) possono contenere più zuccheri o grassi.  invece preferire gli alimenti naturalmente privi di glutine può essere un ottimo modo per variare le fonti alimentari.  

5. IL LATTE VACCINO FA MALE

Il latte contiene molti minerali, come calcio, fosforo, potassio, magnesio, zinco e selenio e anche vitamine del gruppo B e proteine facilmente digeribili. I dati attualmente disponibili suggeriscono un ruolo positivo del latte e dei derivati sulla salute delle ossa durante l’infanzia e l’adolescenza e, seppure con minore evidenza, nell’età adulta e nella prevenzione del rischio di fratture in età più avanzata.

6. I LEGUMI SONO UNA FONTE DI CARBOIDRATI

Spesso vengono considerati una fonte di carboidrati (soprattutto nel mondo del fitness) o come contorno. In realtà hanno una composizione molto particolare: sono ricchi di proteine (di medio valore biologico) ma anche di carboidrati, ma se sono associati ai cereali, come ad esempio la classica pasta e fagioli, le loro proteine diventano “complete”, ovvero al pari di quelle della carne. Inoltre i legumi sono ricchi di vitamine, minerali e fibra alimentare, mentre non contengono grassi né colesterolo.

Si consiglia dunque, come indicato nelle Linee Guida per una sana alimentazione, di aumentarne il consumo, magari utilizzandoli per realizzare sfiziosi piatti unici.

7. MEGLIO EVITARE LE UOVA IN CASO DI IPERCOLESTEROLEMIA

Ormai questo concetto è stato ampiamente superato dagli esperti in nutrizione. Le linee guida suggeriscono, anche in condizioni di ipercolesterolemia di assumere 2 uova a settimana. questo perché le uova rappresentano l’alimento con il migliore valore biologico e sebbene abbiano un valore elevato di colesterolo, non saranno loro a farlo aumentare, il colesterolo invece dipende da un’alimentazione scorretta.

articolo pubblicato da
Emanuele Alfano
Emanuele Alfano, Biologo Nutrizionista, appassionato di cucina e e sport. opero in provincia di Salerno e Napoli. Iscritto all'Ordine Nazionale dei Biologi da 14/04/2016 e praticante la libera professione come Biologo Nutrizionista dall'aprile del 2016. Laurea magistrale nel dicembre del 2014 con tesi in Fisiologia della Nutrizione presso il dipartimento di Fisiologia Università degli Studi di Napoli Federico II. Promotore della dieta mediterranea, che è alla base del corretto stile di vita, mi piace valorizzare i prodotti del territorio.
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