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in Acqua&Benessere - Scritto da Acqua Santo Stefano

Soffri di calcolosi renali e avrai più volte sentito dire che devi bere di più. E qui insorgono i dubbi, anche perché la letteratura scientifica e le notizie che veicolano in rete spesso intimoriscono o mandano in confusione il consumatore.

  • Quale acqua scegliere per depurare i reni?
  • L’acqua del rubinetto è controindicata per chi soffre di calcoli renali?

In questo post ti chiariamo i principali dubbi e timori legati alla scelta dell’acqua da bere per contrastare i calcoli renali.

Cosa sono i calcoli renali e le cause scatenanti

I calcoli renali – definiti scientificamente “nefrolitiasi” o “litiasi renale- sono dei piccoli agglomerati di Sali minerali (ossalati, colesterolo, acido urico, calcio, fosfati o cistina) che si formano lungo il tratto urinario e nello specifico nei reni. La presenza di questi dolorosi ‘sassolini’ è spesso legata a una dieta poco sana, a una scarsa idratazione e a una predisposizione genetica. Ma non solo: anche l’avanzare dell’età, l’acidità delle urine, l’ipertiroidismo e le infezioni croniche al tratto urinario, possono rappresentare dei fattori di rischio per i reni.

Quale acqua scegliere per depurare i reni?

Per rispondere a questa domanda, facciamo chiarezza su cos’è il residuo fisso dell’acqua e perché i suoi valori sono così importanti per la nostra salute.

Il residuo fisso indica la quantità di sali minerali contenuti nella bottiglia. Questo termine viene indicato con l’acronimo RF e va da <50 mg/l a >1500 mg/l.

L’acqua minerale con un residuo fisso inferiore a 50 mg è molto leggera e contiene meno minerali. Se l’indice è superiore a 1500 mg/l invece significa che contiene moltissimi sali minerali. Ne consegue che l’acqua assume delle particolari caratteristiche in base al residuo fisso e il suo quantitativo può essere utile o controindicato per risolvere alcune problematiche di salute.

Tornando al nostro discorso, l’acqua oligominerale presenta un RF al di sotto dei 50 mg/l, è ideale per un uso quotidiano e favorisce la diuresi. Ecco perché i medici la consigliano soprattutto a chi soffre di calcolosi renale. Grazie al suo basso contenuto di Sali, evita un ulteriore accumulo degli stessi e ne favorisce l’eliminazione.

Se c’è una colica renale in corso?

In questo caso bere molta acqua potrebbe contribuire ad aumentare il dolore, in quanto la colica renale è in genere provocata dalla distensione delle vie urinare a monte dell’ostacolo, che ostruisce il normale passaggio dell’urina verso la vescica. Prima di prendere qualsiasi tipo di decisione, ti invitiamo sempre a contattare il tuo medico di fiducia.

L’acqua del rubinetto o con più Sali minerali fa male ai reni?

No. Con questo non asseriamo che siano controindicate, anche se è comunque preferibile non orientarsi sulle acque gassate. Ciò che rimane fondamentale è invece introdurre almeno 1,5- 2 litri di liquidi al giorno, a patto che non si tratti di bevande zuccherine e- ovviamente! – alcolici.

Acqua Santo Stefano previene i calcoli renali

L’acqua presenta un basso residuo fisso – solo 245mg/litro a 180°C – che la colloca tra le acque oligominerali e un esiguo contenuto di sodio – solo 3,01 mg/litro. Gli studi condotti dall’Università di Napoli confermano che Acqua Santo Stefano è ideale per la prevenzione di calcoli e gotta, oltre che per trattare colicistopatie croniche e gastriti.

 

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